L’incarnato ideale da sfoggiare al matrimonio: abbronzatura sì o no

Questo post, ne sono consapevole, potrebbe scatenare qualche critica e polemica: la mia premessa è d’obbligo, perché quando si parla di pelle e incarnato tutto diventa relativo e soggettivo. O almeno così si dice: esistono, invece, alcuni criteri oggettivi e precisi che nulla hanno a che vedere con i gusti personali e con la libertà (che è nostra e sacrosanta) di presentarci un po’ come ci va il giorno delle nostre nozze.
Ma a tutto c’è un limite, soprattutto se l’oggetto del contendere è la gradazione di colore e di abbronzatura che decidiamo di ottenere e sfoggiare per il matrimonio (ma anche, in generale, nella vita di tutti i giorni). In questo caso sarebbe opportuno che le neo spose seguissero alcune semplici e piccole regole, per non sbagliare e rischiare di apparire caricaturali in quello che dovrebbe essere il giorno in cui ci presentiamo al top.
Primo aspetto della questione abbronzatura: qual è la data del nostro matrimonio? Se ci sposiamo tra giugno e settembre un colorito color miele, fresco e naturale, non potrà che essere assolutamente perfetto. Convoleremo a nozze in pieno dicembre e viviamo a Torino o a Milano o, comunque, in una qualunque città in cui nei mesi invernali si arriva sotto zero e non c’è ombra di spiagge e mare? Evitiamo, categoricamente, di ricorrere a lampade selvagge e autoabbronzanti: risulteremmo anacronistiche e a un passo dal cattivo gusto.
Volete due esempi in carne ossa di pelle al naturale VS pelle artificialmente abbronzata? Grace Kelly e Kate Middleton: quest’ultima, a causa della tonalità evidentemente ottenuta a suon di self-tan e lettini UVA, dimostrava almeno cinque anni in più. Per quanto riguarda Grace: che dire? Vicinissima alla perfezione. A parte l’indubbia bellezza, era proprio la caratteristica della sua naturalezza a renderla elegante e incantevole.
Seguite la semplice regola di non strafare: volete per forza ottenere un mezzo tono color miele? Fatelo nel modo meno invasivo possibile, perché l’effetto aragosta spellata è davvero dietro l’angolo e non c’è nulla di più triviale di un’abbronzatura palesemente artificiale. Credete, magari, che un colorito più intenso celerà le imperfezioni cutanee? Sbagliato: le gradazioni scure induriscono e invecchiano i lineamenti, oltre a fare apparire la pelle più secca e meno turgida. Il consiglio è assecondare lla vostra pelle puntando su fondotinta leggeri ma coprenti, ad altissime prestazioni, che sublimino il vostro incarnato senza soffocarlo o modificarlo: non snaturatevi, siate voi stesse e, quindi, bellissime!
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[...] buona resa del make up è determinata dalla qualità della pelle e dal fatto che questa sia più o meno ruvida e spessa: [...]
[...] nel video è Ginta Lapina: lei non ha bisogno di chissà quale miracolo cosmetico per avere quella pelle alabastrina e trasparente! Non arrendetevi: stendete un primer uniformante dall’effetto matte [...]
[...] Se l’inestetismo compare troppo tardi è inutile disperarsi e accanirsi contro il fato e il destino: armatevi di pazienza e di un buon kit di correttori e fate un buon lavoro di camouflage, la salvezza di tutte le donne. Non è certo facile, perché utilizzare troppo prodotti ed esagerare con le quantità non fa altro che rendere più evidente il brufolo. Il video all’interno dell’articolo è da conservare gelosamente tra i preferiti: come vedete non è impossibile camuffare rossori e segni evidenti. In generale è sempre meglio applicare prima il fondotinta e poi cominciare a costruire il camouflage con i concealer appositi: verde per eliminare l’alone rosso e beige carne (il più possibile simile alla nostra carnagione) per mimetizzarlo con il resto dell’incarnato. [...]