Scaramanzia: gli sposi che non è vero ma ci credono II parte

 
Giulia Ferri
21 novembre 2011
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128942206 e1321807890664 Scaramanzia: gli sposi che non è vero ma ci credono II parte

Torniamo a parlare di scaramanzia nel matrimonio. Eravamo rimasti al lancio del riso e dell’usanza di regalare una palma d’ulivo alla suocera per garantire la pacifica convivenza.

Dopo l’uscita dalla chiesa, gli sposi sono acompagnati dagli amici, parenti e invitati con il corteo nuziale. Qui è usanza suonare il clacson ripetutamente. Quello che potrebbe sembrare l’intenzione di fare baccano e di attirare l’attenzione dei passanti è in realtà il riflesso di un’antica usanza di fare rumore per scacciare gli spiriti maligni.

Riguardo il banchetto, uno dei riti scaramantici di importazione anglosassone è quella di conservare una fetta di torta che verrà mangiata il giorno del primo anniversario di matrimonio. Questo garantirebbe alla moglie la fedeltà del marito. Secondo molti esperti fu proprio questa usanza a spingere i pasticceri inglesi a inventare il fondente di zucchero.
Una volta a casa, lo sposo deve varcare la soglia di casa con la sposa in braccio. Il suo significato è evidente: il marito promette di prendersi cura della moglie e di non abbandonare il tetto coniugale.
Un altro rito scaramantico molto interessante è che il letto della prima notte di nozze venga preparato da due ragazze nubili, simbolo di purezza, o in alternativa dalle consuocere.  La camicia da notte non può essere acquistata dalla sposa ma dev’essere un regalata.

Inoltre ci sono le superstizioni legate al matrimonio che richiamano la scramanzia in generale: di venere e di marte non si sposa e non si parte. Figuriamoci sposarsi di Venerdì 13! Forse è per questo motivo che molti sposi hanno deciso di convolare a nozze  l’11 novembre 2011 (11/11/11) soprattutto in Cina come abbandono della vita da single.

Date a parte, i giorni fortunati per il matrimonio sarebbero il mercoledì e il lunedì. Il giovedì potrebbe portare dispiaceri alla sposa, il sabato non è considerato un giorno fortunato e di domenica non ci si sposa perché è il giorno dedicato al Signore.

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