Referendum Divorzio a Malta: vince il sì

di Giulia Ferri Commenta

Il 29 maggio 2011 anche l’ultimo baluardo della cattolicissima Malta è caduta sotto i “colpi” della volontà popolare che si è schierata per il 52,67% favorevole al divorzio. E legge sarà. O per lo meno da queste basi la legislatura maltese è chiamata a prendere la parte.

L’isola di Malta è storicamente il paese più cattolico del mondo: si stima che il 98% della popolazione professa per il Cattolicesimo, anche se è riconosciuta la libertà di culto.

A capo del Comitato del Sì un professionista di nome Jeffrey Pullicino, ed è onorevole del partito Nazionalista che ha promosso il referendum anche per la sua intenzione di separarsi dalla moglie (laburista).

La campagna referendaria è stata molto accesa e non ha risparmiato dei toni aspri da una parte e anche dall’altra : il fronte cattolico non ha esitato a lanciare dai pulpiti delle chiese messaggi contro la proposta avanzata dal referendum, mentre invece quello laico ha lanciato gli slogan contro i temi scottanti come la violenza domestica protetta dall’impossibilità di divorzio.

Quest’ultima situazione denunciata dall’Onorevole Pullicino:

Nel fronte del no ci sono persone separate che hanno un’altra relazione, magari con figli. E continuano a preferire lo status quo, perché questo gli permette di scaricare la compagna senza troppi problemi

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