Matrimoni al nord, matrimoni al sud: bomboniere e dolcetti

di Barbara 2

La bomboniera, ovvero il ricordino del matrimonio dovrebbe essere appunto un ricordino e non un’espressione dello status economico della coppia o della loro generosità o del loro cattivo gusto (non dimenticherò mai il leopardo di ceramica che mi arrivava al ginocchio, intravisto durante un matrimonio).

Questo sembrano averlo capito quasi tutte le coppie di sposi che, negli ultimi anni, hanno abbandonando prima le inutili statuine che finiscono i loro giorni nelle pesche di beneficenza, poi bomboniere eccessivamente costose o impegnative, a favore di utensili per la cucina o bomboniere solidali.

In uno dei matrimoni del nord cui ho partecipato, gli sposi, grandi amanti del the, hanno regalato agli invitati una miscela speciale, molto profumata, in una tradizionale scatola di latta accompagnata dal filtro apposito. Un pensiero molto gradito (e da me molto usato in quanto anche io adoro il the).

In questo modo, hanno lasciato agli ospiti un oggetto utile, ma anche significativo per la coppia e della coppia. Dal sud mi sono invece arrivate, recentemente, posate di design per l’insalata e sottopentola di buon gusto.

Delle ottime scelte, direi. Allora che differenza ci sarà mai tra le bomboniere regalate ai matrimoni del nord e del sud (parlo sempre del nord che io conosco e del sud che io conosco, ovviamente).

Eccola: al sud non si regala mai la sola bomboniera. Intanto, i testimoni di nozze hanno diritto ad un “ricordone” perché più importanti (ovviamente a fronte di un regalo più grosso per gli sposi). Inoltre ogni bomboniera è accompagnata sia dai confetti che da un vassoio di dolci o da una scatola di cioccolatini pregiati.

C’è anche chi si spinge più in là e aggiunge al pacco regalo anche un oggetto d’argento, corredato dei soliti confetti, che gli ospiti troveranno come segnaposto dinanzi al piatto. Senza contare gli altri confetti, quelli distribuiti con un mestolo, previo consegna di un velo ad ogni persona.

Che senso ha tutto questo? L’unica possibile spiegazione che mi viene in mente è che una siffatta abbondanza è un retaggio dei tempi che furono, quando le feste erano l’unica occasione per mangiar bene e quando riportare a casa qualcosa dal matrimonio dava la misura della munificenza degli sposi. Se tra voi c’è un’antropologa che mi dia il suo parere, sarà benvenuto!

Photo Credits | Bfishadow

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