Prurito del settimo anno: ci credete?

di Giulia Ferri 1

Qualcuno lo chiama prurito, altri crisi del settimo anno e nasce dalla constatazione più o meno condivisa che a sette anni esatti dal matrimonio la coppia rischia di vacillare. L’ultime vittime illustri  di questa infelice hakuma matata sono Jennifer Lopez e Marc Anthony, che dopo 7 anni di vita coniugale hanno deciso di divorziare.

E pensare che fino a qualche mese fa JLo dispensava consigli per un matrimonio perfetto! Parole sue:

Ho imparato che per essere felici bisogna rinunciare a qualcosa, e trovare quell’equilibrio sottile che permette di accettare e rispettare capricci e testardaggini del tuo partner. Spesso, poi, occorre sorvolare sulle ragioni di entrambi. Confrontarsi, parlare nonostante i rancori, è indispensabile, ma è altrettanto importante cercare spazi solo per sé, altrimenti ci si ammazza.

Cosa sarà successo? Centra la crisi del settimo anno? Anche se le statistiche delle separazioni e i divorzi parlano di 13 anni di convivenza matrimoniale, almeno in Italia, ormai è il settimo anno ad essere considerato da tutti lo scoglio pericoloso del matrimonio. 13 anni.. come se la coppia reduce dalla crisi del settimo anno, al sesto non se la sente di affrontarne una seconda ondata.

Sarà un caso o semplicemente il numero 7 ha un significato ben preciso soprattutto in termini bibblici. Il settimo giorno è dedicato al riposo e al successivo cambiamento. Se a questo aggiungiamo che la mente umana è alla perenne e pedissequa ricerca di numeri che possano spiegare i misteri che lo circondano allora non sarà difficile trovare le più disparate coincidenze.

Così come il 13 e il 17 rappresentano numeri della fortuna e della sfortuna (al contrario per i paesi anglosassoni), così come l’8  per la cultura cinese, il numero 3 che rappresenta la perfezione, anche al 7 spetta il suo significato simbolico.

Infine un’ultima curiosità: The Seven Year Itch (tradotto: il prurito del settimo anno) è il titolo originale del film Quando la moglie è in vacanza celebre soprattutto per la scena in cui Marilyn Monroe fa alzare la gonna sotto la grata dell’aereazione della metropolitana.

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