L’incarnato ideale da sfoggiare al matrimonio: abbronzatura sì o no

di Lorena Scopelliti 3

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Questo post, ne sono consapevole, potrebbe scatenare qualche critica e polemica: la mia premessa è d’obbligo, perché quando si parla di pelle e incarnato tutto diventa relativo e soggettivo. O almeno così si dice: esistono, invece, alcuni criteri oggettivi e precisi che nulla hanno a che vedere con i gusti personali e con la libertà (che è nostra e sacrosanta) di presentarci un po’ come ci va il giorno delle nostre nozze.

Ma a tutto c’è un limite, soprattutto se l’oggetto del contendere è la gradazione di colore e di abbronzatura che decidiamo di ottenere e sfoggiare per il matrimonio (ma anche, in generale, nella vita di tutti i giorni). In questo caso sarebbe opportuno che le neo spose seguissero alcune semplici e piccole regole, per non sbagliare e rischiare di apparire caricaturali in quello che dovrebbe essere il giorno in cui ci presentiamo al top.

Primo aspetto della questione abbronzatura: qual è la data del nostro matrimonio? Se ci sposiamo tra giugno e settembre un colorito color miele, fresco e naturale, non potrà che essere assolutamente perfetto. Convoleremo a nozze in pieno dicembre e viviamo a Torino o a Milano o, comunque, in una qualunque città in cui nei mesi invernali si arriva sotto zero e non c’è ombra di spiagge e mare? Evitiamo, categoricamente, di ricorrere a lampade selvagge e autoabbronzanti: risulteremmo anacronistiche e a un passo dal cattivo gusto.

Volete due esempi in carne ossa di pelle al naturale VS pelle artificialmente abbronzata? Grace Kelly e Kate Middleton: quest’ultima, a causa della tonalità evidentemente ottenuta a suon di self-tan e lettini UVA, dimostrava almeno cinque anni in più. Per quanto riguarda Grace: che dire? Vicinissima alla perfezione. A parte l’indubbia bellezza, era proprio la caratteristica della sua naturalezza a renderla elegante e incantevole.

Seguite la semplice regola di non strafare: volete per forza ottenere un mezzo tono color miele? Fatelo nel modo meno invasivo possibile, perché l’effetto aragosta spellata è davvero dietro l’angolo e non c’è nulla di più triviale di un’abbronzatura palesemente artificiale. Credete, magari, che un colorito più intenso celerà le imperfezioni cutanee? Sbagliato: le gradazioni scure induriscono e invecchiano i lineamenti, oltre a fare apparire la pelle più secca e meno turgida. Il consiglio è assecondare lla vostra pelle puntando su fondotinta leggeri ma coprenti, ad altissime prestazioni, che sublimino il vostro incarnato senza soffocarlo o modificarlo: non snaturatevi, siate voi stesse e, quindi, bellissime!

Photo credit| Getty Images

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