Matrimoni gay, la Slovenia dice no!

di Federica Guarneri Commenta

Cancellata, in Slovenia, con un referendum abrogativo la legge varata lo scorso marzo che equiparava le coppie dello stesso sesso a quelle etero.

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La Slovenia ha detto no ai matrimoni gay e alle adozioni per le coppie omosessuali. I cittadini sloveni hanno respinto, in questi giorni, con un referendum la legge varata lo scorso marzo che regola l’istituto della famiglia e che ammetteva matrimoni, unioni legali e adozioni per coppie dello stesso sesso. Contro questa legge si è espresso il popolo sloveno per intero con il 63,3% dei votanti, mentre a dirsi favorevole è stato solamente il 36,7% della popolazione. Nonostante la bassa affluenza (infatti solamente il 36% dei cittadini, su circa 1.7 milioni di aventi diritto, ha votato), il numero di voti contrari è riuscito a superare ampiamente la soglia del 20% di tutto il corpo elettorale sloveno richiesta dalla legislazione affinché il referendum sia valido.

Il parlamento della Slovenia aveva legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel mese di marzo 2015, diventando il 13esimo paese europeo ad avere una legge che permettesse a cittadini gay dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini. La legge era stata sostenuta dalla maggioranza governativa di centrosinistra, e fortemente contrastata invece dai partiti di centrodestra, che avevano annunciato immediatamente una raccolta firme per indire un referendum abrogativo. C’è poco da meravigliarsi. Il matrimonio gay, infatti, era già stato respinto dal popolo sloveno in un precedente referendum del 2012.  In caso di vittoria dei sì, la Slovenia sarebbe diventata il primo Paese dell’Europa dell’est a equiparare i diritti di gay ed etero.

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