Le aziende riconoscono il congedo matrimoniale alle unioni civili

di Federica Guarneri Commenta

L’azienda Almaviva ha predisposto a partire dal primo settembre 2015, un congedo straordinario retribuito, equiparabile alla licenza matrimoniale assieme a tre giorni di permesso retribuito in casi di decesso o grave infermità del partner per gli iscritti al registro delle unioni civili o sposati all’estero.

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Stefano Ceccarelli e Cesare Piro erano iscritti al registro delle unioni civili di Roma da quindici giorni quando il primo dei due è morto sconfitto da un linfoma. La coppia di fatto non ha dunque fatto in tempo a beneficiare del congedo straordinario retribuito, equiparabile alla licenza matrimoniale che Almaviva ha predisposto a partire dal primo settembre 2015.

La storia del nostro collega ci ha molto colpiti ed è stata una spinta motivazionale in più, ma in realtà attendevamo da tempo che una legge ci aiutasse a tutelare i nostri dipendenti: purtroppo tarda ad arrivare. Così abbiamo precorso i tempi.

Queste le parole di Marina Irace, direttore delle risorse umane del Gruppo Almaviva, azienda leader in Italia nei servizi informatici alle grandi aziende, con circa quarantamila dipendenti nel mondo di cui tredicimila solamente nel nostro Paese. Altre aziende, nel frattempo, stanno facendo quello che possono per tutelare le coppie di fatto (omosessuali e no) e sono sempre di più. Nel mese di marzo 2015, ad esempio, l’Atac, la municipalizzata dei trasporti romani, ha concesso 15 giorni di congedo matrimoniale all’autista gay di un suo bus dopo l’iscrizione nel registro delle coppie di fatto in Campidoglio: era successo anche a Palermo pochi mesi prima, stessa situazione. L’università di Bologna Alma Mater ha fatto altrettanto con ben tre diversi docenti.

Appena un paio di settimane fa, in Sicilia, il teatro Massimo di Palermo ha accordato i permessi matrimoniali ai suoi dipendenti, per nozze o unioni civili. Questa comunque è una pratica ormai consolidata da tempo all’interno di aziende come Dhl (al quale basta il certificato di convivenza rilasciato dal Comune, anche in assenza di Registro), Ikea (che prevede pure permessi familiari per occuparsi dei figli non biologici, basta il certificato anagrafico di convivenza), mentre Telecom e Intesa San Paolo hanno fatto passi da gigante nei casi di nozze all’estero tra persone dello stesso sesso. Quest’anno, infatti, il Glbt Diversity Index, l’indice di Parks che misura politiche e pratiche aziendali per dipendenti lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, ha premiato Telecom Italia.

Per le imprese è anzitutto un buon investimento, perché un dipendente felice produce di più, non si tratta semplicemente di una scelta ideologica, che pure è importante perché introduce ulteriori elementi di dibattito culturale. Il punto è che mentre una coppia eterosessuale può scegliere se sposarsi o no, una coppia omosessuale non ha scelta. Da un lato bisogna rimuovere una discriminazione, dall’altro adeguare ai nostri giorni l’istituto familiare. La legge non può tardare.

Questa la promessa di Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento e fondatore di Parks-Liberi e Uguali, l’associazione di cui sopra che lavora sui temi delle differenze e delle pari opportunità nelle aziende in cui la diversità viene considerata come un valore aggiunto.

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