Zimbabwe vieta matrimoni ai minorenni, mai più spose bambine

di Federica Guarneri Commenta

La Corte Costituzionale dello Zimbabwe ha finalmente messo al bando i matrimoni in cui almeno uno dei futuri coniugi abbia meno di 18 anni, con l’obiettivo di porre un freno al terribile e retrogrado fenomeno delle spose bambine. Si tratta di ragazzine spesso neppure sedicenni alle quali, a causa di matrimoni precoci, vengono negate sia la possibilità di un’istruzione che quella di compiere delle scelte autonome, queste si ritrovano a ricoprire anticipatamente il ruolo di mogli e di madri.

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Secondo un report pubblicato dall’Unicef chiamato A Profile of Child Marriage in Africa, oggi nel mondo ci sono circa 700 milioni di donne che si sono sposate prima dei 18 anni. Il 17% di queste donne, circa 125 milioni, vive sul territorio africano, e oltre il 30% di esse, ovvero circa 40 milioni, si è sposato prima ancora di compiere 15 anni. Questi dati raccolti da Unicef ci parlano di un fenomeno che persiste in modo ostinato soprattutto nelle zone rurali e tra le fasce più povere della popolazione, dove le famiglie indigenti vendono le proprie figlie per scopi puramente economici. Ogni anno, dunque, milioni di bambine vengono private dei loro diritti. Il diritto di avere un’adeguata istruzione, il diritto di decidere per il proprio futuro e la propria esistenza, il diritto di avere una carriera e una posizione lavorativa, il diritto di scegliere se e quando diventare mogli o madri.

La decisione della Corte Costituzionale dello stato africano dello Zimbabwe è arrivata dopo che due ragazze, Loveness Mudzuru e Ruvimbo Tsopodzi, che erano state date in matrimonio dalle rispettive famiglie in età molto giovane, hanno denunciato il Governo e la legge preesistente, che fissava a 16 anni l’eta legale per il matrimonio delle donne e a 18 quella per gli uomini, determinando anche a livello normativo una evidente disparità di trattamento tra i sessi. La scelta appena compiuta dallo Zimbabwe, luogo in cui una ragazza su tre si sposa prima dei diciotto anni di età e il 4% contrae matrimonio prima ancora di avere compiuto 15 anni, di equiparare i diritti di bambini e bambine rappresenta un grande passo in avanti per lo stato africano e inoltre ha un importante valore simbolico. Non sarà semplice però far recepire le nuove norme in tutte le aree del Paese, comprese quelle rurali, dove il fenomeno delle spose bambine è più diffuso.

Quando una bambina si sposa, le sue prospettive di una vita sana e di successo si abbassano drasticamente e spesso questo mette in moto un meccanismo di povertà che coinvolge sia lei che, nella maggior parte dei casi, anche il futuro dei suoi figli. Questo perché le spose bambine hanno meno probabilità di completare gli studi e di raggiungere un livello di conoscenze e abilità tale da poter ottenere un impiego, mentre è più probabile che siano vittime di violenza e che siano contagiate dall’HIV. I figli di queste madri adolescenti, inoltre, corrono un rischio più elevato di nas di morire poche ore dopo la nascita o di avere un basso peso corporeo nel momento in cui vengono al mondo, sempre che riescano a nascere!

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