Matrimoni misti: ecco perchè divorziano

di Giulia Ferri Commenta


In Italia i matrimoni misti sono triplicati in 15 anni passando da 12 mila a 35 mila, con un incremento del 10% annuo.

E’ l’Emilia Romagna, seguita dalla Lombardia Liguria e Valle d´Aosta, la regione italiana dove vengono celebrati i matrimoni misti tra italiani e stranieri. La ricerca è stata effettuata da MoneyGram che ha rilevato che il 15% dei matrimoni in Emilia Romagna riguardano uno sposo di nazionalità estera.

Ma un altro dato incombe come una spada di Damocle sulle coppie miste. Secondo una ricerca della fondazione Migrantes della Cei condotta nel 2009, 8 matrimoni misti su 10 entro 10 anni falliscono.

Una situazione che rischia di esplodere come una mina sotto il tetto coniugale, già afflitta dai dati sulle separazioni e divorzi che negli ultimi 15 anni sono rispettivamente duplicati e aumentati del 61%.

A porsi le giuste domande e ha fare le legittime considerazioni è Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione Matrimonialisti Italiani:

Nei matrimoni misti c’è davvero di tutto, dalle vere storie d’amore alle grandi fregature. I matrimoni in Italia sono destinati a essere sorretti dalle unioni miste, visto che gli italiani tra loro sempre piu’ scelgono la convivenza.

“Grandi fregature” che puntano il dito su agenzie matrimoniali e matrimoni di comodo per un fenomeno che ultimamente sta interessando sodalizi tra cittadini italiani e ragazze dell’Est:

Questo aumento cosi’ forte di matrimoni tra italiani e stranieri, ha tra i suoi “motori” anche il superlavoro delle agenzie matrimoniali. Molte delle quali mettono a disposizione cataloghi con le foto dei candidati alle nozze – per lo piu’ donne – e non mancano i casi in cui un cittadino italiano sceglie la sua futura compagna di vita dalla foto, paga attraverso un bonifico e poi, all’aeroporto, si vede arrivare un’altra donna, molto meno avvenente di quella scelta su catalogo.
Sono matrimoni a scatola chiusa, confezionati dalle agenzie, e c’e’ un approccio imprudente e consumistico da parte dei futuri sposi e ci sono coppie che vivono sotto lo stesso tetto senza scambiarsi una parola e poi, al momento dell’udienza per la separazione o il divorzio, in aula, bisogna chiamare un interprete.

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