Matrimoni di religione mista: ecco come fare

di Giulia Ferri 3

I confini e le barriere sono andate progressivamente scemando, Moglie e buoi dei paesi tuoi se è ancora una perla della saggezza popolare sarà valida solamente per il secondo tipo d’acquisto. Oggi giorno non si guarda più al colore della pelle, alla lingue e di una religione d’appartenenza diversa. Ci si ama con l’unico insegnamento universale: Ama e fai ciò che vuoi.

Ma quando dall’amore si passa a dover organizzare il matrimonio misto ci si ricorda dei riti diversi che ognuno ha per celebrarlo. Come comportarsi in caso di matrimonio di religione mista? Non c’è una regola semplice e lineare: dipende da quanto ognuno dei partner ha a cuore la propria fede e impone o esenta l’altro dei riti d’appartenenza. Religione permettendo.

Già, perchè se lui o lei è cattolico e l’altro e di qualsiasi altra religione il rito canonico in chiesa è ammesso, ma la parte non cattolica non partecipa (nel senso cristiano del termine) al sacramento dell’eucarestia e la sua promessa di matrimonio non è fatta “davanti a Dio”. Inoltre la parte non cattolica s’impegna a non ostacolare o negare ai futuri figli un’educazione cattolica. Idem per gli atei. Bisogna sempre però considerare se la religione d’appartenenza riconosca il rito cattolico o ancor peggio prevede la scomunica. Per questo per non incorrere nella punizione più grave prevista, è bene avvisare l’istituto religioso di appartenenza che non si opporrà più di tanto a rilasciare il permesso. Questo almeno all’interno di religioni in area cristiana, come ad esempio tra cattolici e ortodossi.

La situazione si complica se il matrimonio è tra un cattolico e un musulmano. Nel 2005 la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha indicato che oltre la dichiarazione di essere pronti ad allontanare i pericoli di abbandonare la Fede e la promessa che i figli siano battezzati ed educati secondo i canoni della Chiesa cattolica è necessaria un’attenta analisi del parroco al fine che sia garantita la  dispensa dall’impedimento di disparità di culto. E’ bene evidenziare che secondo una ricerca della fondazione Migrantes della Cei condotta nel 2009, 8 matrimoni misti su 10 entro 10 anni falliscono. Probabilmente la fede è destabilizzante quando arrivano i figli. Si vorrebbe dare loro i propri insegnamenti religiosi invece il partner si mostra più integralista e pretenzioso.  Ebraismo, islamismo, e induismo riconosco il matrimoni misti solo se vengono “regolarizzati” con la conversione.

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