Matrimonio Gay: L’ex presidente argentino Néstor Kirchner si schiera a favore

di Giulia Ferri 3

Se in Islanda la svolta locale dei matrimoni gay è dettata dalla riforma del premier Johanna Sigurdardottir che regolarizza così anche la sua unione con la compagna Jonina Leosdottir, in Argentina è l’ex president Néstor Kirchner a scendere in campo in favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Così mentre a New York si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’ennesima bocciatura della legalizzazione dei matrimoni gay, a Buenos Aires si fa sul serio, portanto a vaglio del Senato la proposta di legge sull’approvazione dei matrimoni tra omosessuali.

Il disegno di legge è gia passato alla Camera che dopo un lungo e sofferto dibattito ha visto contare 125 voti a favore contro 109 contrari.

E’ bene ricordare che il Congresso Nazionale argentino è composto da un sistema bicamerale molto simile a quello italiano, con la sostanziale differenza che alla camera ci sono 257 deputati argentini e al Senato solamente 72 senatori, in rappresentanza di tre per ogni provincia e tre per la città di Buenos Aires.

Non sarà facile contare su un’amplio schieramento a favore visto che pochi voti possono sbarrare la strada alla regolarizzazione dei matrimoni gay. E’ infatti la prima volta che in un paese dell’America Latina che si discute sui matrimoni omosessuali.

Non sono mancate le accese polemiche tra i conservatori, che trovano nell’area cattolica pieno appoggio e i progressisti rappresentati di turno dall’ex premier Néstor Kirchner massimo esponente del Partido Justicialista in coalizione con il Fronte per la Vittoria.

Ha così dichiarato (Fonte Adnkronos)

L’Argentina deve abbandonare definitivamente le visioni discriminatorie e oscurantiste. Mi dispiace per l’indirizzo che alcuni hanno voluto dare a questo tema, ma io ho la coscienza tranquilla per aver votato a favore del matrimonio egualitario, a favore dell’uguaglianza dei diritti; noi argentini meritiamo un paese libero, aperto e con parità di diritti per tutti.

Le parole pacate ma ferme dell’ex premier, ancora molto popolare e stimato in Argentina arrivano in seguito alle aspre critiche della chiesa argentina che non ha risparmiato mezze misure. Il portavoce dei vescovi della provincia di Buenos Aires hanno dichiarato:

l’unione di persone dello stesso sesso non possiede elementi biologici e antropologici che sono propri del matrimonio e della famiglia. In questo tipo di unione manca la dimensione coniugale e l’apertura alla trasmissione della vita.

Intanto, a una settimana dall’approvazione del Senato, le associazioni familiari hanno indetto per il 13 luglio, una manifestazione di protesta contro il progetto di legge. E’ opinione diffusa che per nonb rischiare una spaccatura del Paese il disegno verrà rivisto dalla Camera, riconoscendo legalmente le unioni escludendo l’omogenitorialità per le adozioni.

Commenti (3)

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