Matrimoni gay: in Australia, spot firmato GetUp

di Giulia Ferri Commenta

E’ il momento. Basta con le discriminazioni sul matrimonio

E’ l’ultimo claim lanciato da GetUp, l’associazione australiana che si occupa di diverse campagne di sensibilizzazione, tra cui quella della difesa delle unioni tra persone delle stesso sesso. Nello spot si racconta la storia d’amore tra due ragazzi, fatta di litigi, corteggiamenti, scambio di promesse. Solo alla fine si scopre che è una coppia omosesessuale, per meglio sottolineare che l’amore è amore e non conosce gli stessi limiti della maggiorparte degli ordinamenti giuridici contrari ai matrimoni gay.

Lo spot ha fatto immediatamente il giro del mondo, superando un milione di visite sul tubo in poco meno di 48 ore. E’ importante che se parli. Soprattutto in Australia che in passato prevedeva pene durissime per gli omosessuali. Solo negli anni ’80 l’omosessualità venne decriminalizzata anche se è difficile credere che amare una persona dello stesso sesso possa costituire un reato. Contro di chi, se non contro il dispotismo morale di molti stati anglosassoni (e non solo)?

Nel corso degli anni molte cose sono cambiate. Il 57% degli australiani è a favore dei matrimoni tra omosessuali e recentemente il parlamento della Tasmaniasi è detto favorelo ai matrimoni gay. A questo proposito Rodney Croome, portavoce dell’associazione Tasmanian Gay and Lesbian Rights, ha dichiarato:

Le coppie che vivono in regime di Deed of Relationship hanno finalmente goduto di benefici in molti settori grazie al riconoscimento in altri paesi come il Regno Unito e la Nuova Zelanda. Ora anche le coppie che vengono in Tasmania avranno gli stessi benefici dato che la loro unione sarà automaticamente riconosciuta anche da noi. Per fare un esempio, esempio, se una coppia gay di un altro paese viene in Tamania e uno dei due si ammala potrà stare certo che il partner sarà riconosciuto come il parente più prossimo. Una coppia che si trasferisce qui potrà considerare la propriaunione come riconosciuta senza doversi sobbarcare onerose e lunghe pratiche di una nuova registrazione. E’ un piccolo passo agli occhi di chi ha una relazione riconosciuta in un altro paese e vorrebbe che lo fosse anche nel nostro quando si trova qui, ma speriamo che serva a riportare all’ordine del giorno il dibattito sul matrimonio.

 

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